Ownership, una idea sporca

L’evoluzione dal paradigma di produzione e di relazione che emerge in fondo al tunnel del capitalismo neoliberista è il Proprietariato. Ownership.

Il Proprietariato politico
Ownership 
society

Ha ormai esempi di tutti i tipi. Local, global, in ogni punto cardinale. Il Laboratorio del modello che ormai domina fu in Italia Berlusconi con il partito-azienda Forza Italia e l’aziendalizzazione delle Istituzioni. Non mi sta bene, ti pago e te ne vai. Così fu cacciato il Presidente della Camera dei Deputati Fini, così fu cacciato Enzo Biagi e la solita lista che sappiamo quasi a memoria.

Oggi l’Ownership politica ha superato il modello Forza Italia, ormai obsoleto. Da Partito-Azienda, con ancora il primato di misura della politica e dunque del voto democratico, si è passati all’Azienda-Partito. Questo è l’albore del prossimo schema di governo che si profila all’orizzonte. Non facciamo allarmismo, non è un paradigma totalitario. E’ il Proprietariato. Va ben chiarito però che il problema di questo new deal non è il proprietario, come persona fisica. Semmai è il proprietario come persona giuridica indefinita. Sì, al momento si può dire che l’Azienda Partito Casaleggio&Associati sia di Davide Casaleggio, ma non è neanche così: basti osservare come sia fallita l’eurovirata recente, pur fortemente voluta dal Rampollo.

E se volessimo allargare l’angolo, potremmo vedere che anche nel Proprietariato russofono il punto non è il proprietario Putin. Perché l’Ownership di cui parlo io è solo in parte umana, il problema è la definizione del proprietario. Usando una categoria vecchia, e quindi non del tutto adeguata, potrei dire che il Proprietariato sia un sistema di potere riconducibile a una entità economica, in cui il beneficio è per il profitto speculativo e il controllo è degli algoritmi creati da persone.

Sembra complicato, ma non lo è: il nuovo schema è PeopleA->Bit->$->Bit->PeopleB. Le persone reali, quelle fatte di carne e ossa, sono la base indispensabile al sistema, creano una nube di protocolli web e codici che tiene insieme un sistema di scambio, un’economia di scala che funziona e progredisce solo se crea profitto condiviso tra gli attori che di volta in volta si scambia materia e non-materia.

Se vi sentite un po’ strani lo capisco perché l’entità esatta a cui ascrivere il primato nel Proprietariato non mi è ancora chiaro, è ancora una idea sporca. Però per me non è così importante che resti tale al momento perché m’interessa molto di più denunciare le prassi, le articolazioni comunicative, comunitarie, reali. E quelle sono del tutto chiare e declinabili.

Il Proletariato è fatto per vivere solo se il circuito è in attivo rispetto all’ambito in cui si declina. Se il valore in questione non è positivo, lo schema si estingue e se ne genera uno nuovo cercando di completare il precedente per renderlo positivo.

Il Proprietariato economico
Ownership Economy

Nella descrizione fatta l’Ownership economica funziona così: Holding/Fondi Investimento creano una società di varia natura, con i costi più bassi possibili in termini relativi, ma non banali in termini assoluti, lanciano il processo produttivo, raccolgono gli utili, se non superano gli investimenti in arco di tempo T (Stabilito dall’algoritmo) l’azienda cessa e si va avanti con un’altra azienda.

Per processo produttivo, attenzione, non si ci si deve immaginare la FIAT, o la Apple, o Google, il processo produttivo del nuovo paradigma è Trading. L’investimento.

Esempio pratico:

C’è una risorsa in Tailandia, diciamo Oro. Si tiene non censito, si estrare in un canale parallelo, a Singapore si vende l’intero giacimento, lo compra Bank Of Cipipiripì con un’azienda fittizia, che lo mette sul mercato legale e lo rivende a Bank of Ciripiripipì con un 5% in più.

Voi direte: Bank of Ciripiripì è scema paga due volte la stessa cosa? No. Non solo perché a voler semplificare, si tratta di semplici “giroconti” nella stessa società, ma in questo modo a Bank of Ciripiripì restano i soldi investiti su se stessi e un capitale in risorsa da poter vendere al prezzo che dice lei con utili potenzialmente incalcolabili, ripercussioni politiche e militari da stimare. E se pensate che sia fantascienza vi sbagliate. Potrei mettere nomi e cognomi, ma poi dovrei …

Questa è un esempio di Proprietariato economico. Voi potrete osservare facilmente che questo schema si regge su un’illegalità sostanziale: il circuito nero su cui l’algoritmo gira. Non vi sorprenda ogni evoluzione del sistema socioeconomico si fonda su una truffa del precedente. Anzi c’è chi crede che proprio il fatto che abbia anche questa caratteristica, renda il Proprietariato un processo reale, pervasivo e solido.

Ultima nota sull’aspetto economico, uno dei motivi per cui Daesh non viene estirpato in sei mesi è che fa parte di uno schema del genere di medio livello (sostituite all’Oro, la Coca-Cola e avete capito), non certo la potenza bellica o la pericolosità terroristica (minima in confronto ad Al Qaeda).

 

Il Proprietariato pubblico
Public Ownership

Segue il sistema già descritto, anche lui è frutto di una evoluzione.

Negli anni si è passati dalle esternalizzazioni dei servizi, convenienti per le istituzioni in termini economici, disastrose per le persone in termini di disservizi. Peraltro con reciprocità inversa: più bisogno hai, più disservizio ottieni. Chi è portatore di Handicap non ha bisogno di altre parole. Per i presunti sani, bè andate a trovare un diversamente sano e vi spiegherà lui.

Ora la mutazione proprietariale ci presenta società e cooperative che impongono prezzi, tempi e modi d’intervento, sono l’internalizzazioni dei privati. Lo potrebbero dire bene i Prefetti di mezza Italia alle prese con la questione Migranti. E’ solo un esempio, ma rende l’idea: Migranti in grande numero, i privati che garantiscono degli standard possono ospitare in modo retribuito i migranti. Questo sulla carta che però nulla può sul Proletariato, perché la realtà è che chiunque (e sono generalmente sempre gli stessi, o comunque riconducibili sempre agli stessi) si presenti sottoscrivendo il protocollo “vince” il numero di corpi dei migranti che vuole ospitare, preleva il denaro che corrisponde al numero dei migranti assegnati e ci lavora a scarto, in altre parole: prende 100…stabilisce che il profitto sia venti, e quindi sui migranti investe l’ottanta. Bè se questo editoriale lo leggesse Aylan probabilmente mi direbbe c’è un refuso, o meglio un’inversione di percentuali.

E allora perché non ribellarsi al Proprietariato pubblico, perché è inattaccabile. Perché nell’esempio, il bisogno esternalizzato diventa ricatto. Il Proprietariato è un cappio al collo delle istituzioni capitaliste per come le abbiamo conosciute.

“Ah non ti sta bene che do agli afghani la carne di maiale, ok… da domani solo il primo. Riso bianco.” …oppure te li riprendi.

“Ah la ASL mi fa la multa perché la cucina è sporca? Bene, la chiudo per farci i lavori…da domani pane e prosciutto, …ah i musulmani non mangiano il prosciutto? Ok da domani solo pane.” …oppure riprenditeli.

Di fronte a questi ricatti il sistema che sta finendo propone soluzioni becere, come chiudere i migranti nelle gabbie. Ovviamente è una soluzione impraticabile, e il Proprietariato lo sa.

 

Proprietariato personale
Private Ownership

È la declinazione relazionale del paradigma già visto poco fa. In quest’aspetto il Proprietariato ha imparato molto dai ragionamenti di certa sinistra riguardo la biopolitica la fisica del potere. Ha sviluppato tutto il potenziale di quelle teorie con un acceleratore mediatico chiamato social media, dove Whatsup (Messenger, ecc.) non è un modo per sentirsi fast & chip, ma quello di capire: Dove sei, Sei dove prende Wi-Fi, Hai dialogato di recente o meno, parli con me che sono il proprietario della comunicazione…allora va tutto bene, non lo fai? Allora abbiamo un problema.

Qualcuno, molti forse ancora diranno: ma che problema è? …non esagerare. Non esagero, parlo e ascolto quelli che oggi hanno dai 12 ai 15 anni e domani avranno la mia età e avranno passato 20 anni in questo schema e quello precedente, quello mio, quello tuo (già marcio e in via d’estinzione) che leggi non saranno che un obsoleto ricordo, una roba da sfigati. La micro fisica del Potere di Foucault, avrà tracciato il solco alla nano-fisica del Wi-Fi, e il Proprietariato si declina qui perché poi questi mezzi di supporto hanno un titolare, un bilancio, un fondo fiduciario che ne detiene le azioni, e ne determina le reazioni.

Il brodo proprietariale è molto ricco di derive, nutre le fragilità perché da lì si generano bisogni, desideri frustrati, quindi servizi, quindi profitti.

Questo schema dove il potere e il controllo sono del proprietario della relazione si accomodano anche i legami affettivi, o sessuali. La violenza sulle donne non è un fenomeno dovuto al Proprietariato, è assai antecedente, c’è però un nuovo modo di violentare la relazione che si detiene. Una violenza che supera quella di genere perché presente anche in coppie omosessuali. Nelle società dove il Proprietariato è già più presente, si riscontrano elementi di novità anche nell’abominio della violenza sulla persona che è legata a te affettivamente.

 

 


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