Un anno, una vita, una notte e il buio.

Mamma Paola
In un quest’anno ho sempre cercato di capire. Il mondo di Giulio pochi anni fa era stato anche il mio e così non mi è stato difficile ricontattare i vecchi amici per un commento, quasi un abbraccio. Ci siamo sentiti tutti in questi giorni di un anno fa. Tutti consapevoli che poteva succedere ad ognuno di noi.
Uno di quei rendez-vous molto amari. Tre anni prima ce ne era stato un altro, quello per Barbara De Anna morta dopo mesi di tribolazioni per essere stata arsa viva in un agguato a Kabul.
E oggi che scrivo quest’appunto sulla vicenda di Giulio, ricordo anche Barbara.
Questa non è ricostruzione del momento in cui Giulio Regeni viene prelevato, torturato, ucciso e abbandonato. Credo che la time-line degli eventi ormai sia chiara, mancano i nomi specifici di chi ordinò e di chi eseguì la tortura e la conseguente morte. Manca anche l’ammissione del Governo egiziano. E’ probabile che non arriverà mai una ammissione istituzionale.
Qui ricostruiamo la rete di Università, società private, Fondazioni e organizzazioni internazionali che finanziano le ricerche, gestiscono gli Outlook e usano i dati delle ricerche. Inizierei con il silenzio più grande che praticamente non si è mai rotto sulla vicenda del ricercatore italiano, il silenzio dell’Università di Cambridge, e ancora più nello specifico quello del College di Girton.
Girton è un porto tra le nebbie, lontano dalla Cambridge da copertina, è un posto in cui le cose si fanno in silenzio e si fanno sul serio. Nel 2013 per Giulio come per i ragazzi in gamba come lui, suona la sirena delle agenzie di analisi strategica.
Ora permettetemi un chiarimento per andare avanti sereni: le agenzie di analisi non sono i servizi segreti. Le agenzie di analisi fanno un mestiere: osservano situazioni, ne danno una lettura, la articolano, la riscontrano e la vendono a chi paga nel pieno rispetto della legge. Non arrestano, non ricattano, non torturano, non uccidono.
E’ vero che le istituzioni preposte all’intelligence degli Stati si avvalgono degli studi di aziende di analisi? Sì. E’ vero. CIA, FSB, SVR, Mossad si avvalgono anche delle ditte di pulizia, delle aziende informatiche per i computer (DELL, HP, APPLE), di tutto quello che un ufficio ha bisogno. Fine del complottame ridicolo.
E’ vero che in passato alcune Agenzie di Intelligence hanno costruito società private ad hoc per poter operare fuori dalle regole istituzionali? Può darsi. Non deve sorprendere nessuno. Ma non è il caso di Giulio e del suo percorso. Chi mischia l’ovvio a Giulio Regeni lo infanga e si qualifica per la nullità che è.
Dunque chi lavora, come fu per Giulio nel 2013-2014, per le agenzie di analisi non è James Bond, né Jason Borne, è un analista impegnato a impaginare le informazioni, completare un quadro in tutte le sue sfumature dentro rigorosissime procedure. Fine del chiarimento.
Giulio Regeni corre, parecchio. Giulio studia, è bravo a capire, fa esperienza in una agenzia di analisi, la Oxford Analytica nell’ambiete nota come OXAN. Ma se ne va. Dopo un anno, stando a quanto riferisce il signor Hutchings (Capo della Oxford Analytica) al Corsera è lui che decide di lasciare quell’impiego e tornare a ricercare all’Università. Dove di certo i vincoli sono meno stretti di una agenzia privata volta al profitto.
Due anni dopo Giulio Regeni si trova esattamente doveva voleva stare: al Cairo, a contatto con il suo tema: la questione egiziana e le vertenze dei sindacati degli ambulanti. Giulio sa che per la struttura produttiva e commerciale delle metropoli arabe la questione degli ambulanti è discriminante: sono tantissimi, sono trasversali alle classi sociali (si vende in modo ambulante tutto, dai datteri ai diamanti), sono il terreno in cui nasce la legittimazione del Potere o la sua contestazione.
Lavora per strada Giulio, e lavora all’Università Americana. Altro dettaglio che comporrà il puzzle che lo porterà a finire nelle mani dei suoi torturatori. Una delle convinzioni degli arabi è che le Università Americane nei Paesi Arabi, come in quelli Africani siano Hub di vari interessi e personaggi, tra cui è probabile che operino anche fonti, risorse o asset delle agenzie di intelligence istituzionali, tra tutte la più famosa: La Cia (e le sue varie diramazioni, nomi e sezioni). Non ci vuole Sherlok Holmes per capire che se sono di Boston ed ho le lentiggini e i capelli rossi e devo andare al Cairo perché lavoro per la Sicurezza Nazionale, probabilmente andrò a stare dove dò meno nell’occhio che nella Medina. E’ un’iperbole, ma serve a far capire che non c’è niente di oscuro in questi passaggi. Sono tanto ovvi, quanto estranei a Giulio Regeni.
Quando la polizia egiziana ha saputo delle turbolenze nel mondo degli ambulanti, ha messo sotto pressione i vertici del sindacato, anche un tale Abdalla, che ha bisogno di soldi, in fretta. Dalla stampa araba si apprende che Abdalla rivela praticamente subito che c’è un italiano che è in contatto con una fondazione inglese che promette soldi (ovviamente non ha capito nulla) per informazioni sui sindacati. Antipode Fundation. Fondazione britannica che finanzia progetti di sviluppo sociale.
Antipode finanzia progetti di ricerca per lo sviluppo sociale solo dopo la redazione di un progetto scritto seriamente e nel dettaglio con obiettivi, Budget, local partnership affidabili. E’ questo passaggio che Mohamed Abdallah sembra non voler capire nel video registrato e diffuso pochi giorni fa da una tv egiziana Sada El Balad. L’Egiziano insiste perché gli dia i soldi per curare la moglie col tumore e la figlia, in cambio di informazioni sul sindacato. Ma il senso è completamente frainteso, benché l’arabo di Giulio sia esemplare. Abdalla dice: dammi i soldi della fondazione, io curo mia moglie e i mia figlia e ti dico quello che vuoi sapere. Giulio risponde: in Inghilterra non funziona così, prima facciamo un progetto, scriviamo per bene quello che può emergere da questa ricerca, poi loro lo finanziano, tu puoi fare il consulente, il Sindacato sarà il local partner, per la consulenza avrai il giusto compenso e potrai curare tua moglie. Ma Abdalla insiste, si può immaginare abbia fretta.
Una cosa è certa, ogni dichiarazione successiva alla pubblicazione del video da parte di Abdalla è certamente pilotata.
Questo video, alle bestie che poi lo hanno torturato può essere parso un modo subdolo per ottenere informazioni pagando. Chi ha lavorato in un contesto terziario sociale (Onlus, Ong, Fondazioni, Bandi) sa che è la prassi, peraltro non evadibile, di ogni bando e finanziamento a progetto.
Solo che a fare questo discorso è un europeo, con un curriculum eccellente. Un ragazzo di 28 anni con in mano Laurea, Master e PhD, un arabo perfetto, intelligente e cresciuto nel mondo anglosassone con esperienze

Claudio Regeni
nell’ambiente delle aziende di analisi strategica. Questa cornice probabilmente lo ha inchiodato ore sul tavolo delle torture dove è morto.
Grazie mamma Paola, grazie papà Claudio.
Verità per Giulio Regeni.